Il Museo del Miele

Bee Trek nasce nel 2024 da un’idea della Pro Loco di Nosellari Oltresommo, che, insieme a Paolo Fontana, entomologo e divulgatore scientifico, immagina un percorso dedicato alla conoscenza delle api e degli altri insetti impollinatori che attraversi il territorio delle Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri. 

Bee Trek si basa sul concetto di Walking Story: conoscere, condividere e raccontare attraverso il cammino. Il territorio è immaginato come un libro aperto, che i piccoli interventi discreti e non invasivi di Bee Trek rendono più appassionante. 

Protagonisti del percorso sono i quattro Giardini di Bee Trek di Folgaria, del Lago di Lavarone, del Museo del Miele e di Luserna, progettati per sostenere la vita degli insetti impollinatori. 

Lungo il cammino, che si estende per ventisette chilometri da Folgaria a Luserna, oltre a godere dei giardini potete trovare ispirazione negli scritti dedicati alle api, tratti dal mondo dell’arte, della letteratura e della scienza, che troverete ai margine del percorso. 

Bee Trek non finisce qui. È in programma il suo prolungamento a nord fino a Bolzano e a sud fino a Verona.  

Bee Trek Mappa Giardino Museo del Miele

Descrizione percorso

Dal Giardino del Lago di Lavarone a Cappella

Terminato il sentiero del Prombis, si raggiunge via Roma tramite un breve collegamento sterrato.
Superata l’Osteria dell’Ancino, si svolta a destra per entrare nel centro di Chiesa, giungendo in Piazza Italia.

Da qui si scende lungo via Trieste, la si attraversa e, dopo pochi metri, si imbocca nuovamente il Sentiero E5, che conduce fino all’incrocio con la Strada Statale 349, nei pressi del Museo del Miele.

Attraversata la strada, il Giardino del Museo del Miele si trova sulla destra, mentre BeeTrek prosegue in direzione sud-est, costeggiando a valle il Polo Scolastico di Lavarone e Luserna, fino a raggiungere via Padova.

Risalendo via Padova per un breve tratto, si giunge infine alla frazione di Cappella.

Il Museo

Gestito dal 2001 dalla famiglia Marigo, il Museo del Miele ospita oltre 2.000 reperti, offrendo una vasta panoramica sul mondo delle api. Al piano terra la collezione racconta la vita delle api, la loro organizzazione sociale e l’interazione con l’uomo, mentre al piano inferiore sono raccolti favi naturali, bugni, arnie e altri strumenti dell’apicoltura di epoca diversa e provenienti da tutto il mondo.

Infine il primo pano è dedicato alla biblioteca, che ospita libri, stampe, trattati e manuali sulle api e sull’apicoltura.

Il giardino

Nel 2024, con l’apertura del Cammino delle Api, il Museo del Miele ha organizzato nei propri spazi esterni un Giardino di BeeTrek, progettato per favorire la proliferazione degli insetti impollinatori – come gli apoidei e i lepidotteri – grazie alla presenza di alberi, arbusti e piante erbacee autoctone a prolungata fioritura.

Nel giardino sono stati messi a dimora alberi, arbusti e piante erbacee, fra cui: il ciliegio (Prunus avium), il tiglio (Tilia cordata), il prugnolo (Prunus spinosa), la rosa selvatica (Rosa canina), la sanguinella (Cornus sanguinea), il corniolo (Cornus mas)

Le api delle terre alte: piccole sentinelle dell'ambiente

Tra pascoli in fiore, boschi silenziosi e cieli limpidi, le api di montagna svolazzano instancabili da un fiore all’altro.

L'apicoltura delle terre alte

E’ molto più di una tradizione: è custodia del territorio.

Il miele prodotto in quota è unico: profuma di erbe alpine, fiori rari e aria pulita. Ogni goccia racconta la storia di un ambiente sano, dove la biodiversità è ancora viva.

Un mestiere antico, un equilibrio moderno

Fare l’apicoltore in montagna significa convivere con i ritmi della natura. Le stagioni sono brevi, i fiori sbocciano per poco… ma sono intensi e ricchissimi di aromi.
Le api, qui, sono alleate eccezionali per la conservazione degli ecosistemi. Impollinano piante selvatiche e coltivate, aiutano la riproduzione dei fiori di alta quota e tengono in vita il paesaggio che stai ammirando.