Il Giardino di Lavarone

Bee Trek nasce nel 2024 da un’idea della Pro Loco di Nosellari Oltresommo, che, insieme a Paolo Fontana, entomologo e divulgatore scientifico, immagina un percorso dedicato alla conoscenza delle api e degli altri insetti impollinatori che attraversi il territorio delle Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri. 

Bee Trek si basa sul concetto di Walking Story: conoscere, condividere e raccontare attraverso il cammino. Il territorio è immaginato come un libro aperto, che i piccoli interventi discreti e non invasivi di Bee Trek rendono più appassionante. 

Protagonisti del percorso sono i quattro Giardini di Bee Trek di Folgaria, del Lago di Lavarone, del Museo del Miele e di Luserna, progettati per sostenere la vita degli insetti impollinatori. 

Lungo il cammino, che si estende per ventisette chilometri da Folgaria a Luserna, oltre a godere dei giardini potete trovare ispirazione negli scritti dedicati alle api, tratti dal mondo dell’arte, della letteratura e della scienza, che troverete ai margine del percorso. 

Bee Trek non finisce qui. È in programma il suo prolungamento a nord fino a Bolzano e a sud fino a Verona.  

Maggia giardino di Lavarone

Descrizione Percorso

Dal Giardino di Folgaria si prosegue in direzione nord, fino a incontrare un sentiero più ripido sulla sinistra che scende verso Cueli.
Attraversato nuovamente il torrente Astico, si raggiunge la vista sull’abitato, dove si svolta a destra in direzione nord, imboccando il Sentiero dell’Acqua.

All’incrocio con il sentiero E5, si lascia il Sentiero dell’Acqua per seguire l’E5 in direzione Carbonare. Raggiunto l’abitato, e lasciato sulla destra il parcheggio sterrato di via Alessandro Manzoni, si percorre l’ultimo tratto del sentiero fino alla Strada Statale 350.
Si prosegue ora verso nord-ovest lungo un breve tratto privo di marciapiede, per poi continuare in sicurezza sul marciapiede stesso fino a raggiungere l’attraversamento pedonale all’altezza di via Al Parco.

Oltrepassato un secondo parcheggio sulla destra, si entra nel parco del Mulin del Zobele. A sinistra dell’ingresso, ha inizio un sentiero che si dirige verso nord, per poi piegare a est in direzione di Pra di Sopra.

Attraversato l’abitato, si continua fino all’incrocio nei pressi del parcheggio situato a sud del Lago di Lavarone, dove si imbocca il primo percorso che conduce alla riva occidentale del lago.

Completato il percorso lungo la riva, si prende il sentiero del Prombis. Circa a metà di questo tracciato, sulla destra, accanto a grossi massi di frana, si trova il Giardino del Lago di Lavarone

Il giardino di Bee Trek

I Giardini delle Api sono spazi progettati per favorire la proliferazione degli insetti impollinatori – come gli apoidei e i lepidotteri.

Nei Giardini di BeeTrek, grazie alla presenza di alberi, arbusti e piante erbacee autoctone a prolungata fioritura, viene garantita una importante diversità strutturale, che favorisce l’ampliamento delle nicchie ecologiche. Sono viceversa assenti ibridi sterili e piante ornamentali non utili agli impollinatori.

Così come concepiti, i giardini, oltre ad essere fonte di piacere estetico per gli uomini, sono fonte di nutrimento e sostegno per gli insetti.

Il giardino di Lavarone

Il disegno dei Giardini di Lavarone e Folgaria si ispira alle danze delle api, movimenti che le operaie fanno per trasmettere alle compagne informazioni dettagliate sulle risorse alimentari disponibili nell’ambiente, segnalando la posizione, la qualità e la quantità del cibo.

Il Giardino di Lavarone riproduce la danza dell’otto, utilizzata per indicare le risorse più distanti dall’alveare. Nel tracciare l’otto l’ape vibra l’addome nella parte centrale, indicando la direzione rispetto alla posizione del sole, mentre la distanza è indicata tramite la durata delle oscillazioni.

Il giardino si sviluppa su un’area precedentemente sottoutilizzata e occupata dai detriti di legno delle tempesta Vaia, che sono stati sminuzzati ed utilizzato come sottofondo. Il masso erratico e il corso d’acqua presenti sono integrati nel disegno.

Come grandi arbusti sono stati utilizzati fra altri il ciliegio a grappoli (Prunus padus L.) e il pero corvino (Amelanchier ovalis), come arbusti ed erbacee perenni la sanguinella (Cornus sanguinea), la rosa selvatica (Rosa selvatica), il lampone (Rubus idaeus), il camenerio (Epilobium angustifolium), la barba di capra (Aruncus dioicus), la salvia (Salvia pratensis) e la veronica (Veronica persica)

Il giardino ha una superficie di circa 120 mq.

Un balcone tra Cielo e Terra, scolpito nel tempo

Cos’è un altopiano?

È una grande terrazza naturale, sospesa tra le montagne. Ampia, ondulata e luminosa, l’altopiano è il luogo dove la natura si apre in paesaggi ampi, boschi distesi e prati punteggiati di fiori. Ma l’altopiano non è solo bellezza: è memoria geologica.

L’altopiano di Folgaria, Lavarone e Luserna

Qui, milioni di anni fa, c’era un mare tropicale: lo testimoniano le rocce calcaree che oggi formano il terreno, nate dalla sedimentazione di conchiglie, coralli e organismi marini. Scolpito nel tempo da pioggia e vento.
L’acqua, infiltrandosi nelle rocce calcaree, ha creato grotte, doline e inghiottitoi: vere e proprie meraviglie nascoste sotto i nostri piedi!
Ma è anche un luogo vissuto: da secoli, l’uomo ha imparato a convivere con questo paesaggio, tra pascoli, malghe e boschi di larice e abete.